Note su carcere e repressione. Per lə nostrə amicə incarceratə. Di Stato non si può morire.

A Koleyewon
A Jamar
A Sekka
Ad Alfredo

 

C’è un filo conduttore che lega tutto ciò che ha a che fare con il carcere: la confusione. Da fuori, non si capisce mai con chiarezza cosa stia succedendo dentro, come lə nostrə amicə ci siano finitə, se siano vivə o mortə Continue reading “Note su carcere e repressione. Per lə nostrə amicə incarceratə. Di Stato non si può morire.”

Dopo gli sbarchi: alcune riflessioni

di Osservatorio sulla repressione di Catania

Le persone che sono state tenute in ostaggio dallo Stato italiano durante questi giorni, prima in mare e poi al porto di Catania, sono infine sbarcateSono momenti di sollievo e gioia, come quella che si prova quando ci si conquista l’uscita da una galera.

Anche se potrebbe sembrare sconveniente, è proprio questo il momento, nella vividità delle emozioni che ci attraversano, che vogliamo condividere alcune riflessioni su quello che questi giorni ci hanno rivelato.  Continue reading “Dopo gli sbarchi: alcune riflessioni”

CALL FOR TRANSNATIONAL MOBILISATION AGAINST FRONTEX

CALL FOR TRANSNATIONAL MOBILISATION AGAINST FRONTEX

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE TRANSNAZIONALE CONTRO FRONTEX 

APPEL À LA MOBILISATION TRANSNATIONALE CONTRE FRONTEX

ENGLISH VERSION (italian and french below)

On 24 August, in Sicily, the Catania Police Headquarters issued a one-year order to leave the city to a noborder comrade. The order to leave was issued following the notification of the start of investigations against him for an offence of defacement. According to the police report, on the night of 19 August on the “main facade of the Frontex Agency headquarters, located at n. 74 Via Transito” in Catania, “paint contained in some cans was thrown and, using spray cans, the following phrases were written: “FRONTEX KILLS” and “STOP DEAD”‘.

Frontex is one of the primary perpetrators of the massacres that are turning the Mediterranean into a graveyard. Between drones, patrol boats, airplanes and radar, Frontex has for years been condemning tens of thousands of people to die at sea or to be stranded in the Balkan frost, exposing people who have survived a difficult journey to the violence of the various local police and the Libyan “coast guard.”
Frontex is a war industry, which between 2021 and 2027 will receive 5.6 billion euros from the European Union to be more effective in identifying, criminalizing, repatriating, and leaving people to die.
It is a cynical, ruthless and cowardly agency, since it thinks it can operate in silence and invisibility: in Catania, the Frontex office, the second in Europe, opened in 2015 and is hidden from the city, without any sign, afraid.

It is therefore also for this reason that police authorities of this Sicilian city are taking revenge on the person they assume simply wrote on a wall the truth that “Frontex kills.”

We are therefore writing to you from Catania to ask you to respond to this act of intimidation with a campaign of transnational solidarity that continues and boosts the struggle for the abolition of Frontex.

From the Canary Islands to Greece, from Sicily to Warsaw, we invite you to write wherever you like the phrase ‘Frontex kills’, or whatever militant creativity suggests. Or to share signs, banners, writings online through the tags #Frontexkills and #AbolishFrontex.

Lets not leave each other alone in the repression. Let’s erase Frontex from history!

For info: catanianofrontex@gmail.com 

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No agli speculatori a San Berillo.

 La giornata di ieri è stata difficile per il quartiere, a causa di presenze che si sono imposte, col mero scopo di consumarlo, senza mostrare alcun rispetto per le persone che vi abitano.
Nel pomeriggio, una fotografa ha pensato bene di fare una foto di nascosto a una sex worker. Quest’ultima, come è giusto che sia, si è autodifesa. Ma ci chiediamo per quante volte ancora le persone che vivono qui devono continuare ad avere a che fare con presunt* professionist* della cultura che vengono a fare spedizioni di stampo coloniale alla ricerca dell’esotico? Per quanto ancora si vorrà vendere e speculare sull’immagine del quartiere, proiettando i propri immaginari assistenzialistici, pietistici o multiculturali, fregandosene dei diritti di chi vi abita?
Ce lo chiediamo nuovamente, anche considerando che chi pensa di fare iniziative per il quartiere continua a farlo mettendo in pericolo e impoverendo chi vi abita. In serata, infatti, si è tenuta una presentazione di un libro sulla lotta alla mafia. Le stradine di San Berillo si sono riempite di auto blu e poliziotti in borghese, costringendo le persone che vi lavorano e sopravvivono nel quotidiano ad andarsene. Rendendo quindi il quartiere vuoto e impedendo ai commercianti e lavoratori/trici del posto di potere portare a casa i fondamentali soldi della giornata.

Foglio di via per scritte murali contro Frontex

Da Sorcio Rosso:

Lo scorso 24 agosto, la questura di Catania ha dato un foglio di via di un anno dal comune etneo a un compagno che fa parte di diverse realtà politiche e associative impegnate, in città e in Sicilia, nella lotta antirazzista e per la libertà di movimento delle persone migranti.
Il foglio di via è stato comminato a seguito della notifica di un procedimento penale a suo carico con l’accusa di deturpamento e imbrattamento. Secondo il verbale, sulla “facciata principale della sede dell’Agenzia Frontex, sita in questa via Transito nr. 74” a Catania, “veniva lanciata della vernice contenuta in alcune latte e, mediante l’uso di bombolette spray, venivano scritte le seguenti frasi: “FRONTEX UCCIDE” e “BASTA MORTI””.
Conosciamo il ruolo mortifero che l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera Frontex ha nel Mar Mediterraneo e agli altri confini della Fortezza Europa. Se servisse, l’inchiesta del quotidiano Le Monde che ha portato alle dimissioni in aprile scorso dello stesso direttore di Frontex, mostra bene la mancanza di trasparenza e le continue violazioni di diritti umani, come i respingimenti illegali in mare, che contraddistinguono l’operato di quest’agenzia. Non ci stupisce, quindi, se la sua seconda sede in Europa, che si trova a Catania, si sia ritrovata con delle scritte che indicano alla città che Frontex è complice delle stragi razziste compiute in mare.

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#Evacuation from Tunisi – 16 giugno – Serata online di solidarietà per migranti bloccat* in Nord Africa

Mentre l’Europa mostra i propri sforzi nel ricollocamento de* rifugiat* ucrain*, centinaia di persone in fuga da guerre e persecuzioni sono immobilizzate e clandestinizzate a Tunisi dalle politiche di esternalizzazione delle frontiere europee. Da quattro mesi vivono per strada: hanno urgente bisogno di istruzione e cure mediche e stanno protestando per chiedere il ricollocamento in un Paese sicuro.
(Qui trovate ulteriori info https://www.meltingpot.org/…/agenzia-di-non-viaggio-in…/ )
Si tratta dell’ulteriore evoluzione di un processo per cui da anni la permanenza forzata in Tunisia, in particolare per chi è razzializzat*, è divenuta un vero inferno. Anche perché l’intervento umanitario si dimostra inadeguato, se non addirittura complice nel fragilizzare le vite di chi sta cercando di soprav.vivere e difendersi.
(Per approfondire https://www.lasciatecientrare.it/medenine-condizioni…/
https://espresso.repubblica.it/…/tunisia_strupri…/)

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bell hooks @ sanberillo

Riceviamo e pubblichiamo…

Da qualche giorno, i muri di san berillo sono ricoperti di frasi. Passi di libri sono usciti dai volumi e dalle biblioteche e hanno raggiunto gli occhi di tutt* i.le passanti e abitanti. Si tratta di stralci di saggi di bell hooks, scrittrice e attivista afroamericana che ha fatto della sua vita una lotta quotidiana contro il razzismo, il sessismo e il capitalismo. bell hooks ci ha insegnato che il femminismo è per tutt*, ma non può essere un vuoto discorso scollegato dalle pratiche di lotta reali contro imperialismi, elitarismi di classe e razzismi. E in questo quartiere, queste forme di potere si esplicano più che mai, unite anche alla congiuntura specifica data dai processi di speculazione urbana. Le parole di bell hooks in questo luogo ci ricordano che, nello stare a san berillo, bisogna stare attent* alle contraddizioni che si ri.producono. Perché anche quando si crede di esser un’alternativa allo sfruttamento, spesso ne si è semplicemente parte integrante. Continue reading “bell hooks @ sanberillo”